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LASER CO2 ULTRAPULSATO/FRAZIONATO

INTERVISTA DEL DOTTOR DE CATALDIS SU VANITY FAIR

Clicca sul seguente link per visionare l'articolo:

http://www.vanityfair.it/benessere/salute-e-prevenzione/15/01/20/trattamenti-per-il-viso-laser-co2-ultrapulsato

 

 

Il Laser CO2 ultrapulsatoconsente, attraverso un processo di fototermolisi, di distruggere i tessuti in modo selettivo, agendo con alta precisione al livello di profondità desiderato, minimizzando il danno termico.

correzione delle rughe labiali con laser CO2 ultrapulsato

L’azione selettiva di vaporizzazione del laser CO2 ultrapulsato consente di eliminare o correggere gli inestetismi superficiali della cute del volto e del corpo quali:

  • cicatrici da acne o di altra natura
  • cheratosi
  • macchie solari
  • pigmentazioni senili 
  • pori dilatati
  • rughe sottili (non corregge i solchi profondi)
  • lunch peeling
  • dermatocalasi
  • blefarocalasi
  • smagliature

Per queste finalità il Laser ha sostituito la dermoabrasione a fresa, rispetto alla quale presenta i vantaggi di una maggior precisione riguardo alla profondità di azione e di una riduzione dei tempi di guarigione.

azione del laser CO2 ultrapulsato

La profondità cui è portata l’azione dello strumento è proporzionale all’efficacia del trattamento, ma anche al rischio di esiti inestetici come alterazioni della pigmentazione o addirittura cicatrici. La possibilità offerta dal Laser CO2 ultrapulsato di rimuovere strato dopo strato lo spessore della cute rende minimi questi rischi.

La fototermolisi con Laser CO2 ultrapulsato può essere applicata su tutto il volto (full-face-resurfacing), con un effetto di retrazione e quindi tensivo della pelle, o su aree specifiche e può essere combinata ad altri interventi quali il lifting facciale, la blefaroplastica inferiore, la blefaroplastica superiore.

Il trattamento è:

- senza dolore

- ripresa immediata delle normali attività

- ripetibile (possono essere necessarie più sedute distanzaiate di circa 20-30 gg)

 

Controindicazioni

Il trattamento è controindicato in:

  • individui sottoposti, nel corso dei 12-18 mesi precedenti, a terapia antiacne con Roaccutane
  • individui per i quali è riconosciuta la tendenza a sviluppare cicatrici ipertrofiche o cheloidee
  • individui che presentano infezioni attive della pelle

 

Skin resurfacing

Il termine resurfacing viene utilizzato per indicare un trattamento volto ad eliminare o ridurre le espressioni di invecchiamento cutaneo associate alla comparsa di rughe e discromie a viso, collo, decolté e mani.

L'accorciamento delle fibre elastiche prodotto dal laser, e la neosintesi di collagene determina un effetto "lifting" che rende possibile ridurre o eliminare rughe fini e superficiali (soprattutto regione intorno ad occhi e labbra).

E' chiaro che le metodiche laser, come altri approcci al problema (es. peeling chimici), devono interagire con uno stile di vita volto a ridurre l'insorgenza di rughe di vecchiaia ovvero:

  • Utilizzare prodotti specifici che idratano e ridonano compattezza, integrando la progressiva perdita di collagene
  • Adottare uno stile di vita sano sia in termini di corretta alimentazione che di adeguata attività sportiva
  • Evitare il fumo e ridurre l'esposizione ad inquinanti (smog)
  • Ridurre le situazioni/contesti stressanti per quanto possibile
  • Ridurre l'esposizione solare o a lampade UVA ed utilizzare sempre schermi solari adeguati al fototipo, età e tipo/intensità e frequenza di esposizione

La metodica laser C02 frazionato consente di ottenere ottimi risultati creando microlesioni sulla cute che permettono una gestione domiciliare più agevole ed un recupero più veloce rispetto alle precedenti metodiche di resurfacing.

Meccanismo di funzionamento

Il meccanismo d'azione del laser CO2 frazionato prevede che la cute non venga lesionata completamente, ma solo in piccole aree coniche prodotte attraverso uno scanner, la cui dimensione può essere variata in base alle esigenze specifiche per sede ed area di trattamento. Dalle isole di cute sana interposte a queste microlesioni parte il processo di rigenerazione che permette una guarigione molto rapida, in genere in 5-7 giorni. In profondità, a livello dermico, il trattamento laser provoca riarrangiamento delle fibre collagene e attivazione dei fibroblasti, con produzione di nuovo collagene, acido ialuronico ed elastina.

Pre-Laser

Prima della seduta il paziente viene sottoposto a visita preliminare per la valutazione della situazione clinica ed anamnestica, eventuali controindicazioni, valutazione della specifica problematica da affrontare e delle aspettative rispetto al risultato.

E' importante dichiarare eventuali trattamenti già eseguiti in passato (peeling, laser, trattamenti iniettivi biorivitalizzanti e/o filler, botox...) ed eventuali trattamenti domiciliari (creme giorno, notte, retinoidi, acido glicolico o salicilico a bassa concentrazione...).

Eventuali trattamenti domiciliari dovranno essere interrotti nei giorni precedenti (7-15 giorni) la seduta laser.

Occorre riferire l'eventuale tendenza a formazione di herpes labiali ricorrenti. In questo caso è necessario eseguire terapia profilattica antierpetica per evitare sovrinfezioni dopo la seduta laser. Non ci si può sottoporre al trattamento in caso di infezione virale, batterica o micotica in atto in prossimità della sede da trattare.

I trattamenti laser si eseguono rigorosamente nel periodo autunnale-invernale (da ottobre ad aprile, in relazione alle specifiche situazioni); non è indicato iniziare trattamenti laser frazionato nel periodo tardo primaverile ed estivo.

Cosa fare e non fare prima della seduta
  • recarsi dallo specialista con il viso (o sede da trattare) deterso, non applicare creme emollienti e non truccare il volto;
  • non fumare prima e dopo il trattamento, evitare sforzi fisici prima e dopo il trattamento;
  • non esporsi al sole prima del trattamento (non si esegue il trattamento su pelle abbronzata);
  • applicare la crema anestetica locale consigliata 
Durante la seduta

La seduta ha una durata breve (20 minuti possono essere sufficienti per un viso; in 45 minuti si possono fare viso, collo, mani e decoltè).

Sulla cute viene appoggiato lo scanner che disegna un reticolo (dalle caratteristiche - dimensione e distanza tra le microlesioni - impostate dal medico in relazione alla sede da trattare). I singoli "quadrati" disegnati sulla pelle dal laser sono affiancati uno all'altro. A volta è possibile o utile fare più passaggi su una o più zone e sfumare verso la periferia della regione trattata per non creare differenze di colore rispetto alla cute circostante.

La potenza del raggio può essere variata in base alla situazione clinica, alla risposta terapeutica ed eventuali trattamenti associati (es. peeling). In genere è opportuno iniziare da potenze più basse e aumentare di seduta in seduta.

Se si ritengono necessarie più sedute al raggiungimento dello obiettivo, in genere l'intervallo tra una e l'altra è di circa un mese

Post-Laser

Il tempo di recupero è abbastanza standardizzato. Il giorno del trattamento la regione trattata si arrossa (meno il volto, di più il collo) e si può leggermente gonfiare nelle zone più delicate (regione perioculare). Può essere presente leggero bruciore nell'arco della prima giornata.

Il secondo giorno non si avverte più bruciore, resta ancora l'arrossamento che in genere scompare il terzo giorno. Persistono solo le microcrosticine che coprono le piccole lesioni prodotte dal laser ed il viso sembra "abbronzato".

Nell'arco di 5-7 giorni la pelle rigenera completamente e le crosticine cadono. La paziente può truccarsi ed avere una vita sociale normale. Essendo preservato l'effetto barriera, non è necessario eseguire terapia antibiotica domiciliare.

Il risultato della singola seduta è pienamente visibile nell'arco di alcune settimane, tempo necessario alle fibre collagene per rigenerarsi.

La pelle apparirà più luminosa, è possibile ottenere una netta diminuzione o totale scomparsa della pigmentazione di eventuali macchie. Anche le rughe fini superficiali tenderanno ad attenuarsi, tono e compattezza della cute miglioreranno sensibilmente.

L'effetto è estremamente naturale.

Cosa fare e non fare dopo la seduta
  • evitare l'esposizione solare per 30-40 giorni dopo la seduta di trattamento (utilizzare anche fotoprotettori ad alto schermo secondo le indicazioni dello specialista);
  • nutrire accuratamente la regione trattata con prodotti specifici ristrutturanti prescritti dallo specialista;
  • evitare agenti irritanti per 30-40 giorni.
Quali zone del corpo possono essere trattate?
  • Viso (è la sede più trattata e che offre i migliori risultati)
  • Collo
  • Decolté 
  • Mani
Effetti collaterali

In genere il decorso non crea problematiche particolari. L'edema dei primi giorni e le crosticine successive sono parte del processo di guarigione delle microferite indotte dal laser. Il rischio di sovrinfezione può essere successivo al grattamento delle croste.

Nei soggetti predisposti si consiglia trattamento preventivo con antivirali (topici o per os) per evitare una riattivazione di herpes labiali o facciali.

Molto raramente si sviluppano ipo o iperpigmentazioni, in genere per qualche errore nel post-trattamento (es. rimozione traumatica delle croste, grattamento intenso, ferite accidentali nella sede del trattamento).

Chi non puo' sottoporsi a terapia laser CO2 per resurfacing?

Controindicazioni relative:

  • Pazienti affetti da herpes virus: occorre sottoporsi a terapia preventiva prima del trattamento
  • Controindicazioni assolute: 
  • Gravidanza/allattamento
  • Lunga storia di terapia cortisonica
  • Dermatiti nella regione di trattamento
  • Malattie autoimmunitarie
  • Malattie del collagene

 

Verruche e condilomi

L'utilizzo del laser CO2 è ottimo per tutti i tipi di lesioni da HPV. In modo rapido, sicuro e non doloroso è possibile vaporizzare il tessuto che compone la verruca o il condiloma, trattando anche aree estese o zone multiple di interessamento in una singola seduta. Il fascio laser, al contrario di altre metodiche tradizionali (crioterapia), consente di essere molto selettivi rispettando i tessuti sani circostanti e di raggiungere in profondità la lesione.

Durante la seduta

La seduta è in genere rapida e ben tollerata. In genere non occorre alcuna preparazione preliminare. In caso di piccole e isolate lesioni si può utilizzare un anestetico locale in crema ( ad. esempio a base di lidocaina).

Se le lesioni sono più voluminose e numerose si può decidere per l'infiltrazione di un anestetico locale prima del trattamento.

Il raggio laser verrà passato lungo i margini della lesione. E' possibile essere conservativi rispetto alla lesione stessa per poter analizzarla istologicamente in caso di dubbi diagnostici.

Dopo la seduta è possibile gonfiore e rossore associati a leggero dolore. L'applicazione di ghiaccio può lenire tale sensazione.

I condilomi

Le infezioni genitali da HPV meritano un'attenzione particolare in quanto possono essere in alcuni casi considerate vere lesioni pre-cancerose.

Circa il 70% delle neoplasie a livello della cervice uterina e l'80-90% delle localizzazioni alla regione anale è causato da infezioni da HPV di tipo 16 e 18.

Il dermatologo in genere si trova di fronte ad un'infezione clinicamente manifesta di condilomi che possono in modo più o meno esteso interessare la regione anogenitale. Essendo lesioni ad alta contagiosità (2/3 dei soggetti che hanno contattato un partner con condilomi svilupperà condilomatosi entro 3 mesi dal contatto) occorre essere tempestivi ed efficaci nel trattamento. Prima, tuttavia, di procedere al trattamento occorre escludere le forme pretumorali o tumorali che possono essere associate, soprattutto in presenza di condizioni di immunodepressione o in caso di lesioni che tendono a recidivare.

Il 90% dei condilomi sono sostenuti dal virus HPV di tipo 6 o 11, pertanto non direttamente correlati a neoplasie, ma possono predisporre ad alterazioni (displasia) a maggiore rischio di trasformazione in senso maligno.

Purtroppo le terapie disponibili non sempre sono radicali e non necessariamente riducono il rischio di contagiosità dal momento che il DNa virale può mantenersi in forma latente nei tessuti circostanti e determinare recidive periodiche.

Oltre alle terapia locali (podofillotossina in soluzione allo 0,5%, Imiquimod crema al 5%, acido tricloroacetico) e chirurgiche tradizionali (crioterapia, courettage diarmocoagulazione), oggi è possibile aggredire le lesioni mediante metodica laser, che riducendo il danno termico evita la dispersione nei tessuti circostanti del virus e nell'aria, con minore rischio di infezioni del tratto respiratorio negli operatori (è consigliabile comunque l'utilizzo di un aspiratore).

Nelle pazienti in gravidanza la terapia laser rappresenta la terapia elettiva e più efficace.

 

Cicatrici

Il laser C02 può essere utilizzato con successo sia nel trattamento di cicatrici ipertrofiche e cheloidee che in quello delle cicatrici depresse post-acneiche.

Cicatrici ipertrofiche e cheloidi

Nel naturale processo di riparazione di una ferita post-traumatica o chirurgica si osserva una progressiva deposizione di tessuto connettivale che, quando eccessivo, comporta la formazione di cicatrici ipertrofiche o veri e propri cheloidi (anche a distanza di mesi dal trauma) dall'importante impatto estetico e psicologico per il paziente. Le regioni maggiormente interessate sono torace e dorso, si ritiene per predisposizione genetica personale.

Il trattamento prevede la possibilità di infiltrare le cicatrici con cortisonici, procedere alla revisione chirurgica della cicatrice oppure ricorrere all'utilizzo di laser in grado di vaporizzare per passaggi successivi gli strati più superficiali della cute cicatriziale. Sono necessarie più sedute a cadenza mensile.

Cicatrici post-acneiche

A seguito di forme acneiche moderate e severe è possibile l'insorgenza di cicatrici depresse e discromiche. Attualmente il laser CO2 frazionato rappresenta per le sue caratteristiche il gold standard nel trattamento di questo problema dermatologico. E' in grado di vaporizzare gli strati cutanei più superficiali oltre a stimolare la produzione di collagene nel derma con conseguente contrazione delle fibre collagene e livellamento delle cicatrici medo-superficiali.

La metodica è la stessa dello skin resurfacing utilizzato per contrastare l'invecchiamento ed ottenere lo spianamento delle rughe fini e medie.

 

Rinofima

Quando in soggetti affetti da acne rosacea si associa un accrescimento tissutale localizzato alla regione del naso si parla di rinofima. Rarissime altre localizzazioni (orecchio, mento...). In genere è colpito il sesso maschile con interessamento della piramide nasale che appare ingrossata, irregolare, lobulata determinando spesso un disagio psicologico nel paziente affetto. Oltre all'ispessimento della trama connettivale, è possibile in misura variabile la presenza di una iperplasia vascolare e /o sebacea.

Attualmente è possibile ridurre l'ingombro dei tessuti ipertrofici con laserterapia, valida e più conservativa alternativa al trattamento chirurgico. Il laser Co2 è in grado di ridurre la componente fibro-connettivale e ghiandolare. Può essere affiancato da un laser vascolare per ridurre la componente teleangectasica.

 

Formazioni pigmentate

Quando si parla di "macchie" della pelle ci si può trovare difronte a molteplici tipologie di lesioni cutanee:

  • lentigo solari
  • lentigo senili 
  • Efelidi
  • Lentiggini
  • Lentiggini senili/solari
  • Melasma o cloasma
  • Pigmentazioni post-infiammatorie
Cheratosi seborroiche, attiniche e lentigo

In caso di cheratosi seborroiche, attiniche e lentigo è utile l'utilizzo di laser C02 per ridurre o risolvere completamente la pigmentazione che le caratterizza. In relazione alla dimensione, alla localizzazione e alla profondità del pigmento possono essere necessari una o più sedute di trattamento.

Le cheratosi seborroiche sono alterazioni benigne, di forma e dimensione variabile, dovute ad un ispessimento dello strato corneo superficiale che determina la formazione di squame superficiali, di colore bruno-grigiastro talvolta circondate da un alone eritematoso. Interessano maggiormente soggetti di età media ed avanzata, soprattutto nelle regioni esposte al sole (volto e tronco), ma non soltanto. Ogni parte del corpo può essere colpita.

La loro insorgenza può essere stimolata da gravidanza, alterazioni o terapie ormonali o dal semplice traumatismo causa di irritazione delle stesse.

La metodica laser, oltre alle classiche crioterapia, courettage e diatermocoagulazione, consente il trattamento di numerose lesioni, spesso senza dover ricorrere ad anestesia locale, rapida guarigione ed ottimo risultato estetico-funzionale.

Le lentigo solari sono macchie di forma irregolare e dimensione variabile. Il colore della pigmentazione passa dal giallo al bruno in relazione alla profondità del pigmento. Le zone interessate sono in genere le regioni esposte al sole (viso, mani), in soggetti di mezza età (dai 45-50 anni) con esposizione cronica alle radiazioni solari. Costituiscono in genere una problematica esclusivamente di natura estetica.

La metodica laser può essere l'unico approccio al trattamento oppure essere combinato ad altri trattamenti (peeling, terapie mediche locali). L'utilizzo del laser offre indubbiamente molteplici vantaggi:

  • Consente di trattare indipendentemente dalla sede
  • Consente il trattamento indipendentemente dall'età del paziente ed eventuali comorbidità (farmaci assunti a domicilio o patologie croniche che non controindicano il trattamento laser)
  • E' un trattamento ambulatoriale realizzato eventualmente con anestesia topica 
  • Consente di trattare in un'unica seduta numerose lesioni.
Melanosi e Melasma

La comparsa di melanosi del volto è causata da un aumento della produzione di melanina per la persistenza di fattori predisponenti quali l'esposizione solare cronica, antinfiammatori o antibiotici.

Talvolta le melanosi possono migliorare o scomparire spontaneamente, sebbene con tempi molto lunghi, ma in genere è necessario intervenire con trattamenti dermatologici specifici.

In caso di melanosi e iperpigmentazioni post-infiammatorie o da farmaci (fenotiazinici, idantoina, antimalarici, fenolftaleina, arsenico) è molto utile l'utilizzo del laser.

Il melasma-cloasma, invece, è una patologia quasi esclusiva del sesso femminile e si manifesta in genere sul viso (fronte, zigomi) con chiazze di colore marrone-grigiastro. Può essere causato da alterazioni o trattamenti ormonali, gravidanza, utilizzo di estro-progestinici (pillola), menopausa, antipertensivi, vitaminici, farmaci fotosensibilizzanti, cosmetici. La profondità del pigmento è variabile e la possibilità di risolvere l'inestetismo dipende dal livello del pigmento melaninico.

In caso di melasma è dubbia l'appropriatezza del trattamento laser che è sconsigliabile per non applicare una fonte di calore intenso, come il laser, creando il rischio di una pigmentazione post-infiammatoria. E' più utile utilizzare un approccio chimico (peeling). Fondamentale è l'approccio medico legato al costante utilizzo di schermi solari a protezione molto alta.

Smagliature

Le smagliature sono inestetismi di frequente insorgenza. Colpiscono prevalentemente le donne, ma possono interessare anche gli uomini.

Si manifestano come aree lineari depresse dalla caratteristica pigmentazione: le lesioni più recenti presentano un colore rosa-rosso, mentre le più datate assumono un colore bianco perlaceo, sormontato da una fine zigrinatura che le rende simili a vere e proprie cicatrici.

Cause

Un'eccessiva trazione o stiramento degli strati superficiali cutanei (epidermide e derma) può determinare la comparsa di smagliature in presenza di alcuni fattori predisponenti:

  • Tessuto non sufficientemente elastico
  • Fattori meccanici: variazioni di peso (diete, gravidanza, allattamento, obesità, disfunzioni ormonali, accrescimento puberale ...)
  • Terapie farmacologiche (terapia cortisonica ad alto dosaggio prolungata nel tempo)
Quali sono le sedi colpite?
  • Regione mammaria
  • Addome 
  • Cosce
  • Braccia
Prevenzione per ridurre il rischio di comparsa delle smagliature

In soggetti predisposti è opportuno evitare:

  • Diete drastiche
  • Fumo
  • Stress
  • Sport estremi
Trattamento delle smagliature

Nonostante l'evoluzione delle tecniche mediche e chirurgiche in ambito estetico, è difficile poter condurre alla completa risoluzione del problema smagliature. Negli anni la patologia è stata approcciata mediante metodiche mediche (peeling con acido glicolico, tricloracetico o acido retinoico, infiltrazione con acido ialuronico o vitamina C) o chirurgiche (dermoabrasione, asportazione chirurgica della lesione).

Allo stato attuale si ritiene che la metodica più efficace sia l'utilizzo del laser CO2 per vaporizzare gli strati cutanei più superficiali, stimolando la neosintesi di collagene ed elastina da parte dei fibroblasti e la vascolarizzazione. Più passaggi in sequenza riducono la depressione e l'ampiezza delle smagliature già del primo trattamento, migliorando anche la zigrinatura superficiale e il colore della stria. Talvolta la smagliatura migliora sensibilmente fino quasi alla scomparsa.

In genere sono necessari più trattamenti. La frequenza degli stessi dipende dalla reattività personale, in genere è possibile ripetere il trattamento ogni 20 giorni.

L'evoluzione dopo la seduta è la stessa del CO2 resurfacing: edema e rossore per i primi 2 giorni e successiva formazione di microcroste che tendono a cadere in pochi giorni.

 

Soft Restoration del Viso con Acido Jaluronico

La "Soft Restoration", anche chiamata Medical Lift, consente di ridare al volto l'armonia di forme e volumi tipici di un viso giovane e fresco grazie alla ridefinizione delle naturali convessità e al ripristino dei volumi
Il procedimento, che è ambulatoriale, consiste nell'iniezione di acido ialuronico stabilizzato mediante l'utilizzo di speciali microcannule flessibili al posto degli aghi utilizzati fino a ora. I vantaggi rispetto alla tecnica con ago è la riduzione del numero delle iniezioni, solo 4 o 6 per trattare tutto il viso, quindi una minima traumaticità sulla pelle ed inoltre una migliore distribuzione del prodotto.

La punta smussata è meno dolorosa e provoca un trauma minore, riducendo la comparsa di effetti indesideraticome sanguinamenti ed ematomi, ma anche migliorando la possibilità di distribuire il liquido, ottenendo così un ringiovanimento completo, naturale, armonico e senza eccessi.

 

Cosa si può ottenere con la Soft Restoration?

Tutto inizia con un attento studio, da parte del medico, del viso del paziente. Si discute con il paziente sui cambiamenti del volto negli anni (riassorbimento del tessuto adiposo, discesa dei volumi, riassorbimento osseo) ed i punti su cui intervenire per ottenere un volto piu' giovane e naturale, ma senza eccessi. 
In questo tipo di trattamento l'obiettivo non e' solo la correzione della ruga ma il ripristino della fisionomia perduta.

Quali zone si possono trattare?

Le aree che possono beneficiare degli effetti della Soft Restoration sono tutte quelle del volto, anche quelle che prima non erano trattabili (regione perioculare, tempie).

Quali rischi si corrono con questo trattamento?

Nell'immediato post-trattamento e' possibile la comparsa di un lieve edema che regredisce spontaneamente o con l'aiuto del ghiaccio in circa 12/24 ore.; qualora si dovessero formare dei lividi, la durata potrà variare da paziente a paziente, comunque mai più di qualche giorno.

Durata dell'effetto: Per questo tipo di trattamenti è prevista una durata media si 6-12 mesi in base allo stato di partenza della paziente che puo' essere influenzato da fattori quali l'età, le abitudini alimentari, il fumo, l'esposizione al sole...
Trattamento: ambulatoriale
N° sedute: da 1 a 3 a seconda delle aree da trattare
Mediamente il tempo per effettuare la seduta di trattamento e di 30-40 minuti.

Note: Nel caso di un trattamento completo (tutto il volto), per ottenere un buon risultato potranno essere necessari dai 4 ai 6 ml di acido ialuronico (dalle 4 alle 6 fiale).

Fili di trazione

Sempre di più oggi si sente parlare di fili di trazione al viso e al collo come alternativa al vecchio lifting chirurgico. Quello che salta subito all’attenzione è la non invasività del trattamento senza la necessità di passare attraverso la sala operatoria, senza l’anestesia, senza il taglio, senza la degenza, senza i postumi dell’intervento e soprattutto senza i rischi. In realtà non si tratta di una vera e propria novità, infatti i fili di trazione si utilizzano da circa 15 anni. La vera novità quindi non è nella tecnica, ma risiede nei nuovissimi materiali utilizzati nella produzione dei nuovi fili.

I fili di sospensione o di trazione hanno infatti subito nel corso degli anni moltissime modifiche e miglioramenti sia nei materiali che nella tecnica di impianto.

I primissimi fili utilizzati erano di polipropilene quindi non riassorbibili, permanenti e avevano una forma che ricordava la “lisca di un pesce”. Grazie proprio a questa caratteristica si auto ancoravano nel tessuto sottocutaneo permettendo una buona trazione e tenuta nel tempo. Si inserivano attraverso un ago guida che veniva immediatamente rimosso e permetteva di posizionare i fili di trazione nel punto o area desiderata.

La metodica risultava già allora poco traumatica, l’invasività era minima e la trazione dei tessuti era possibile esclusivamente grazie all’azione meccanica, appunto di trazione , del filo a cui si aggiungeva la fibrosi reattiva dell’organismo intorno ai fili inseriti. L’unico vero effetto collaterale era che se posizionati troppo in superficie al tatto si sentivano i fili e ciò, data la loro non riassorbibilità era molto sconveniente tanto da dover essere rimossi. Nel corso degli anni la prima grande modifica fu quella di sostiture il polipropilene con materiali diversi che avevano la caratteristica di essere riassorbibili. Quindi la caratteristica a “spina di pesce” rimaneva, ma il materiale cambiava da non riassorbibile a riassorbibile nell’arco di circa sei – otto mesi. La trazione dei tessuti però perdurava per un tempo maggiore grazie alla reazione fibrotica dell’organismo creatisi intorno ai fili inseriti.

Nel corso degli anni si è assistito a tante varianti tra cui la più importante è stata la maggiore lunghezza dei fili da inserire che permettevano così di trazionare maggiormente sia il viso che il collo dando un risultato sempre maggiore. L’evoluzione successiva è stata modificare gli aghi guida.Sono infatti apparsi gli aghi curvi di diversi tipi con diversi angoli di curvatura anziché retti. Ciò ha permesso di ancorare i fili maggiormente in profondità aumentandone la capacità di trazione.

L’ultima novità del “lifting mini thread” è quindi nel materiale di cui sono composti i nuovi fili. Questo nuovo metodo lifting è basato sull'inserimento di multipli mini aghi sul viso, sul collo e sul decollète grazie ai quali vengono rilasciati all'interno del derma dei sottilissimi fili per bio-stimolare e per “tirare” il tessuto grazie alla creazione di una vera e propria rete di sostegno.

 

Dopo una visita preliminare si procede in maniera accurata a marcare con una penna dermografica le aree del viso, del collo o del décolleté che devono essere trattate in base alla situazione e alle richeste del paziente. Al termine della visita preliminare si procede - senza trauma e senza alcuna necessità di anestesia locale - all'inserimento di aghi sottilissimi (29-31 G) all'interno dei quali sono presenti dei fili altrettanto sottili a base di Polidioxanone (PDO). Il Polidioxanone è un materiale altamente sicuro, anallergico e biocompatibile, utilizzato addirittura in cardiochirurgia, che attua e favorisce la coesione cellulare.

Durante la manovra di rimozione dei sottili aghi, anch'essa indolore e atraumatica, i fili al loro interno inseriti rimarranno nel tessuto provocando un effetto lifting immediato e la produzione di collagene endogeno (prodotto dal proprio organismo), stimolando così il ringiovanimento cutaneo e aumentando l'elasticità cutanea. Essendo composti di un materiale totalmente bioriassorbibile, i fili verrano degradadi in maniera costante dall'organismo nell'arco di 6–8 mesi. Il risultato estetico sarà però molto più duraturo grazie alla reazione dell’organismo.

Il numero di fili che vengono rilasciati nei tessuti durante il trattamento è variabile e dipende da diversi fattori: età della paziente, grado di invecchiamento cutaneo, grado del cedimento dei tessuti, estensione dell'area da trattare. Di solito si inseriscono dai 20 ai 60 fili.

 

Gli effetti che tale tecnica produce sono i seguenti:

• definizione del contorno del viso

• trazione dell'area mandibolare

• elevazione delle guance

• elevazione e/o trazione dell'area zigomatica

• elevazione e/o trazione dell'area sopraccigliare

• trattamento del contorno occhi

• riduzione delle pieghe nasogeniene

• riduzione delle pieghe che dal labbro arrivano al mento (la marionetta)

• riduzione del sottomento

• ringiovanimento e trazione del collo

• ringiovanimento del decollète

 

I benefici che se ne traggono sono:

• Provoca un effetto lifting immediato

• Favorisce la produzione di collagene endogeno (prodotto dal proprio organismo)

• Riattiva la circolazione locale con produzione di nuovi vasi (neoangiogenesi), fondamentale per il ringiovanimento cutaneo e una

maggior ossigenazione del tessuto

• Stimola il ringiovanimento cutaneo

• Rende la cute più elastica

• Non necessita di anestesia

• Non c'è nè degenza nè tempo di recupero. Il paziente è presentabile da subito

 

Appena terminato il trattamento il paziente non presenta alcun segno visibile tranne un leggero rossore che scompare in pochi minuti potendo riprendere le sue normali attività quotidiane senza alcuna limitazione non essendo necessaria nessuna medicazione.

 

Il risultato sarà visibile nell'immediato e si completerà nell'arco di 15/20 giorni.

 

   

 

 

http://www.tgcom24.mediaset.it/people/nina-moric-operata-d-urgenza-nella-notte_3023785-201602a.shtml